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Sono online foto e video della Catechesi “Gesù Cristo Redentore dell’uomo”, il senso del battesimo nella vita del Cristiano. L’evento, con la presenza di Padre Cosimo Scordato, si è tenuto giovedì 20 maggio 2010 alle ore 19:00 in Chiesa Madre.
COMUNICATO STAMPA
A CACCAMO IL TEOLOGO E CRITICO D’ARTE SACRA TIMOTHY VERDON E GLI ARTISTI PIERO GAULI E MARIO PECORAINO PER INAUGURARE NOVE OPERE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA CHIESA SANTA MARIA DEGLI ANGELI.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre, nell’ambito del cammino di fede per il V Centenario del Dies Natalis del Beato Giovanni Liccio, sarà presentato a Caccamo il progetto denominato “Mysterium Lucis”.
Un evento di fede e di cultura che vedrà, nelle due giornate, l’inaugurazione di nove importanti capolavori d’arte sacra contemporanea, realizzati per mano di artisti di rinomata fama internazionale.
L’iniziativa, che vedrà la quattrocentesca chiesa di Santa Maria degli Angeli custodire tali gioielli, la si deve al Cardinale Salvatore Pappalardo, il quale, durante gli anni del suo ministero episcopale, venuto a Caccamo per rendere onore alla santità del Beato Giovanni Liccio, espresse il desiderio di rendere ancora più bella l’antica chiesa domenicana del Beato, impreziosendola con inedite opere d’arte in grado di manifestare il fulgore della fede, grazie all’intelligenza creativa di pittori e scultori d’oggi.
La comunità ecclesiale, conquistata da questa idea, si è impegnata nel concretizzare tanto progetto, di cui sono protagonisti sei eminenti artisti italiani: Piero Gauli, Mario Pecoraino, Carla Tolomeo, Alessandra Giovannoni, Stefania Fabrizi, Miriam Pertegato. Leggi il resto di questo articolo »
Pubblichiamo le foto del convegno dal tema “Il beato Giovanni Liccio: educatore di comunità, pedagogo di spiritualità”. Cliccando qui potrete leggere il testo dell’intervento di P. Giovanni Distante O.P. (Priore provinciale dei Domenicani dell’Italia Merdionale) avente come argomento “Il beato Giovanni Liccio testimone della tradizione spirituale domenicana”.
Riflessioni e considerazioni suggerite dalla conferenza sul Beato Giovanni Liccio al Liceo socio-psicopedagogico di Caccamo - di Giorgio Rini
Nella nostra società è difficile parlare di spiritualità, sia perché si tratta di un concetto complesso e dalle mille sfaccettature, sia perché a volte ci si sente preda di una sorta di resistenza, spinti come siamo a concentrarci sugli aspetti esteriori della vita che ogni giorno ci vengono propagandati e propugnati dai mass media e da relazioni sociali superficiali e istantanee.
Eppure chi ha assistito a questa conferenza ha avuto modo di riflettere sul fatto che la dimensione interiore dell’uomo è riconducibile all’essenza stessa della dimensione umana. Per comprendere tutto questo è indispensabile ricevere una formazione adeguata, un’educazione al silenzio, all’ascolto, allo stare con gli altri, a trovare quale significato assume per ognuno di noi il contatto con la parte più profonda e spirituale del nostro essere.
E in questo l’esempio del Beato Giovanni Liccio ci può essere veramente di aiuto, perché dalla conferenza abbiamo scoperto un profilo di uomo, oltre che di santo, capace di formare, di educare, di tessere una trama di valenze interiori trasmissibili attraverso il suo far parte in modo attivo della comunità e di impegnarsi all’interno di essa anche in compiti di responsabilità.
Il contesto stesso del liceo socio-psicopedagogico ha fornito l’occasione di riflettere sullo stesso legame esistente tra spiritualità ed educazione e sul valore che assume l’educazione ad uno spazio interiore, che si pone come elemento portante per la formazione di giovani e di uomini in grado di leggere e interpretare in pieno la realtà di cui fanno parte.
La tendenza alla spettacolarizzazione, il desiderio di visibilità a tutti i costi, che in molti casi condiziona i giovani di oggi, condizionati sempre più dalla televisione, indica che occorre riscoprire un modo di essere improntato su un bagaglio interiore che possa soddisfare esigenze profonde di accettazione e di riconoscimento sociale da parte degli altri.
L’incontro con l’altro e con se stesso è in sostanza il frutto di una formazione che punti sull’insegnare e prendere atto di un fluire intrapsichico, di un bisogno insopprimibile di non fermarsi all’apparenza e al fenomenico. La sinergia fra Chiesa, scuola e istituzioni è in grado di costruire questa rinnovata dimensione antropologica, secondo una pedagogia basata sulla collaborazione e l’integrazione di istanze multiformi.
Giorgio Rini
A breve saranno pubblicati i testi integrali dei discorsi dei relatori, le foto dell’evento e un riepilogo in video.



