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Venerdì 8 maggio si è svolta nella Chiesa della SS. Annunziata la seconda conferenza nell’ambito del Cammino Giubilare intrapreso lo scorso 25 marzo dalla comunità Ecclesiale e dalla Civica Amministrazione di Caccamo in vista del V Centenario del “Dies Natalis” del Beato Giovanni Liccio.
La conferenza aveva come tematica: “La spiritualità mariana della riforma domenicana e il Beato Giovanni Liccio“ ed è stata tenuta da Padre Giuseppe Damigella O.P. , Mariologo, Docente presso l’Università “LUMSA” di Palermo.
Vi riportiamo in questo articolo le foto della conferenza e il testo completo dei concetti espressi, in cui si è approfondito il concetto di Spiritualità Mariana nel periodo della riforma domenicana, il rapporto tra la Vergine Maria e San Domenico di Guzman, fondatore dell’ordine domenicano, e altre figure di rilievo come Santa Caterina da Siena, il Beato Giovanni Dominici e il Beato Angelico, e in Sicilia il Beato Pietro Geremia e in particolare il Beato Giovanni Liccio.
Trovate il testo completo nel documento allegato a questo articolo.
La chiesa dell’Annunziata scrigno prezioso di opere d’arte e liturgiche è cara alla memoria dei caccamesi per essere stato il primo luogo del soggiorno del nostro concittadino Beato Giovanni Liccio. In questa chiesa egli venne da Palermo per fondare la comunità dei domenicani in Caccamo dopo aver ricevuto una misteriosa e illuminante apparizione della Vergine Maria nel convento Santa Cita di Palermo.
Durante tale rivelazione la Vergine ordinava al Beato la fondazione di un convento nella sua città. In questa chiesa dell’Annunziata il nostro Beato soggiornò nel 1487 e dopo aver pregato per l’intera notte ai piedi dell’altare della Vergine ebbe una nuova visione proveniente da un messaggero celeste che non solo lo rassicurava sulla volontà divina ma gli suggeriva di erigere il nuovo convento sulle fondamenta che egli avrebbe presto trovato.
Dopo alcuni tentativi egli scorse due giovani contadini che riferirono al Beato di aver visto ad oriente del centro abitato alcune mura fino ad allora inesistenti. Il Beato si recò nel luogo indicato e trovò quanto detto dai due giovani. Il suo animo si aprì a ringraziare e lodare Dio e la Vergine Maria.
Tali eventi confermarono al Beato che si può “lavorare” confidando soltanto nell’aiuto di Dio. Solo Lui in Cristo è “pietra angolare e roccia salda” che permette di costruire le case di Dio e degli uomini.
In maniera suggestiva Don Giovanni Scaletta, nel presentare il mio lavoro sull’iconografia del nostro Beato (maggio 2006) ha opportunamente fatto notare che il Beato ritornando a Caccamo in realtà decide di rompere lo schema tradizionale che fino ad allora aveva contrapposto le famiglie religiose dei francescani e dei domenicani per la costruzione del convento e della chiesa.
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