La Grotta del Beato Giovanni

Il Beato Giovanni, angustiato da questioni importanti e da impegni gravosi, in cerca di un luogo ritirato, soleva rifugiarsi in una piccola grotta fuori dall’abitato, in contrada Chiarchiaro, conosciuta fin da allora con la denominazione di “Grotta della Ficuzza” per via della presenza di una pianta di fico, nascente dalla roccia, tra l’altro ancora oggi esistente. In questo luogo ameno, scevro da ogni minimo strepito, il beato si dedicava alla preghiera, alla contemplazione e mortificava il suo corpo con la penitenza affidandosi a Dio ed entrando in contatto diretto con Lui.

Il sentiero, che si districa tra il verde di vari arbusti, ha inizio dal chilometro 9.200 della strada statale 285 e si inerpica in maniera sempre più scoscesa. E’ grazie alle sollecitazione degli Amici del Beato e alla fattiva collaborazione del Corpo forestale che il percorso è stato reso praticabile.

Dal 6 agosto 2011, su iniziativa di padre Nicasio Galbo, rettore della chiesa di Santa Maria degli Angeli, con la collaborazione degli Amici del Beato, si svolgono periodicamente dei pellegrinaggi dei devoti alla Grotta del Chiarchiaro, in particolare il 14 di ogni mese, sacerdote e fedeli salgono insieme il sentiero in preghiera, recitando il rosario e celebrando l’Eucarestia nella Grotta.

fonte: “La Grotta Santa del Beato Liccio” di Domenico Campisi

La salita alla Grotta
di Giorgio Rini
Il paesaggio sembra essere incantato, visto che si snoda lungo un pendio rigoglioso di vegetazione e ricco di una straordinarietà naturale. Ma allo stesso tempo, recandosi in questo luogo, in cui si trova la grotta del Beato Giovanni Liccio, non ci si può soffermare ad una mera contemplazione di ciò che ci sta intorno. Il pensiero corre oltre e ci riporta a quel tempo in cui il Beato caccamese si ritirava in questo angusto spazio, per dedicarsi, lontano da tutto e da tutti, ad un contatto più diretto e vivo con Dio, fatto anche di mortificazione corporale. Il nostro pensiero, in questo luogo prescelto dal Beato, si apre a prospettive interiori, facendoci rivivere la storia di un concittadino che ha saputo spingersi oltre le apparenze e guardare nella gloria dell’Onnipotente“.

 

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