La festa di maggio

L‘ultima domenica e lunedì di maggio è la festa del Beato Giovanni Liccio principale e primario Patrono e Protettore della città di Caccamo. I festeggiamenti hanno inizio con un solenne Ottavario celebrato nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli in cui ogni anno a pronunciare l’omelia è un predicatore diverso. Durante i sette giorni antecedenti la festa, in chiesa si cantano le antiche strofe che da sempre accompagnano la devozione dei caccamesi per il Beato Giovanni: Evviva Giovanni, Di Caccamo figlio, Bianchissimo giglio Di verginità, Di sua santità. Sotto l’altare del Beato vengono posti in dono dai devoti dei gigli, simbolo della sua purezza e castità.
Nei giorni della festa in Santa Maria degli Angeli di mattina si celebra una Messa ogni ora fino alle 12:00. Poi nel pomeriggio vi si celebra un unica Messa alle 18:00. Nel pomeriggio del lunedì dopo la messa delle 18:00, alle 19:30 circa ha inizio la Solenne Processione dell’Urna del Beato, con la partecipazione delle autorità ecclesiastiche, civili e militari.
Tutti i caccamesi e non solo, si radunano commossi nel piazzale antistante la chiesa attendendo l’uscita dell’Urna per poter unirsi alla sua solenne processione dove gran parte dei devoti indossa gli stessi abiti che egli stesso indossava, quelli dell’Ordine Domenicano. L’urna argentea è risalente al XIX secolo. All’interno i resti mortali del Beato sono collocati nella loro naturale ubicazione in apposite teche. La maschera e le mani sono di cera.
L’uscita del Beato avviene in un tripudio di devozione, di gioia e di venerazione, tutti i fedeli salutano con commozione l’urna santa invocando l’aiuto del Beato Giovanni o semplicemente ringraziandolo per aver ricevuto una grazia particolare.
Avviata la processione che percorre le vie principali della città, lungo il tragitto vengono  fatti cadere petali di rose che ricoprono la strada in cui si svolge la processione. Essa  giunge fino ai luoghi che videro i natali del Beato nel quartiere di Rabbato passando accanto alla chiesetta fuori le mura dove, il fercolo del Beato, chiamato comunemente “Beato Giovannello”, che si venera il 14 novembre, giorno in cui ricorre l’anniversario della morte del Beato, saluta i devoti che in processione da lì passano. Qui avviene una breve sosta ed il Predicatore, proprio sotto quella che un tempo fu la casetta in cui il Beato venne alla luce, con una breve riflessione, invita tutti i presenti a riflettere e meditare sulla santità con cui il Beato Giovanni Liccio visse la sua vita.
Al termine della processione, dopo aver raggiunto nuovamente il piazzale antistante la chiesa di Santa Maria degli Angeli, il sacerdote pronuncia una riflessione finale in presenza di una piazza stracolma di fedeli, e dopo la benedizione, seguito da tutti i devoti, accompagnando il Beato nuovamente in chiesa, si esclama con impeto e profonda devozione con voce unanime: Viva il Beato Giovanni!