Cenni storici

La chiesa Santa Maria degli Angeli in una foto d’epoca

La storia della realizzazione della chiesa Santa Maria degli Angeli inizia con l’impegno assunto dal padre Giovanni Liccio di fondare nella sua città nativa, per volontà della Santa Vergine Maria, un luogo di culto ed un convento per poter annunciare la parola di Dio ed essere testimone di fede, di preghiera e di carità, secondo la spiritualità dell’Ordine Domenicano. Le origini della Chiesa vanno fatti risalire ad una visione notturna di San Michele Arcangelo avuta dal padre Giovanni durante una prolungata preghiera: la chiesa e il convento sarebbero sorti là dove già esistevano solide fondamenta di un edificio iniziato ma non completato e tantomeno conosciuto dai caccamesi nella parte orientale dell’abitato.
Trovato il sito iniziarono presto i lavori di costruzione, la posa della prima pietra si fa risalire all’8 Maggio 1487 e grazie alla solidarietà dei fedeli che contribuirono non solo con contributi economici ma anche con manodopera gratuita, in breve tempo le strutture portanti furono realizzate.

Il Padre Montalto, storico dell’Ordine domenicano, nota nei Manoscritti historici che il tetto della Chiesa fu portato a termine dallo stesso Padre Giovanni Liccio e, in relazione alla costruzione dell’edificio sacro, si leggono e si tramandano un cumulo di strepitosi prodigi e meravigliosi portenti che Dio avrebbe operato tramite l’intercessione del futuro beato.
I lavori di costruzione terminarono nel 1492, data nella quale ebbe luogo la consacrazione della chiesa ad opera di Mons. Giovanni Paternò, arcivescovo di Palermo, che fu intitolata inizialmente a S. Maria dell’Udienza e poi, in seguito alla volontà del Padre Giovanni, a Santa Maria degli Angeli in segno di filiale gratitudine e devozione alla Santissima Vergine per le frequenti apparizioni e per il sostegno nel portare a compimento l’impegnativa opera di costruzione.
Lo storico Padre Coniglione riporta una iscrizione che il Beato Giovanni stesso avrebbe fatta scrivere a grandi caratteri sulla prima trave del tetto della chiesa:

Iste sacer conventus fuit per Ven. Patrem Fratem
Johannem de Liccio caccabensem ordinis
Predicatorum vitae regularis inceptus apparitione
Sancti Michaelis anno Domini 1487 – effectum autem
prioratus anno Domini 1494 – tectum huius Ecclesiae
completum per eundem Patrem Fratem Johannem
de Liccio primum priorem et costructorem
eleemosinis civium terrae huius Caccabi et aliorum
Christi fidelium – notatio memoriae huius scripta
fuit deinde in anno 1497 ad laudem Dei et SS.mae
Virginis Mariae de Angelis – Laus Deo et optimo maximo.

(Questo sacro Convento fu comunciato nell’anno 1487 dal caccamese padre venerabile
Fra Giovanni Liccio di vita regolare dell’Ordine dei Predicatori in occasione dell’apparizione
di San Michele – Divenuto priore nell’anno del Signore 1494 – il tetto di questa chiesa
fu completato dal medesimo Padre Fra Giovanni Liccio primo priore e costruttore
con le elemosine dei cittadini di questa terra di Caccamo e di altri fedeli di Cristo – la nota di questa
memoria fu scritta quindi nell’anno 1497 a lode di Dio e della Santissima Vergine degli Angeli –
Lode a Dio Ottimo Massimo).

Sempre secondo il Coniglione, negli anni successivi alla morte del Beato Giovanni, molti furono i rimaneggiamenti, nel 1557 il nobile caccamese Paolo Saso vi fece costruire la Cappella in onore del Beato Giovanni oggi non più esistente, e verso la fine del XVI secolo, il priore Padre Vincenzo Pascuzza ampliò la Chiesa facendo costruire la seconda navata.
Più recenti sono il rinnovo della pavimentazione avvenuto negli anni 1906-1910 ed in seguito il rifacimento del muro esterno della facciata, il prolungamento dell’abside con nuova sistemazione dell’urna del Beato e la ristrutturazione del campanile, avvenuti negli anni 60-70 per iniziativa del locale comitato.
Dal 2006 l’urna contenente le spoglie mortali del Beato Giovanni Liccio è stata collocata all’interno della 2° navata (ex-cappella di San Giacinto di Polonia e della Madonna di Lourdes) con la realizzazione di una nuova cappella interamente a lui dedicata.