Il Rosario, scuola e sintesi del Vangelo – il nuovo libro di fr. Giovanni Calcara O.P.


GIOVANNI CALCARA O.P., Il Rosario scuola e sintesi del Vangelo. Fatti, persone, luoghi in Calabria e la Confraternita di Soriano Calabro. Adhoc Edizioni, Vibo Valentia 2019, pp. 127, s.p.

Con il denso, ricco ed agevole volume sul Rosario, il domenicano Giovanni Calcara ci fa toccare con mano e ci immerge nel vissuto, nel dato esistenziale ed esperienziale della pietà popolare dei calabresi ed in particolare dei sorianesi.
Una ricerca sul campo che si legge con gusto e ci regala un quantità rilevante di dati e di notizie accompagnate da un apparato iconografico ammirevole. L’autore certo non si nasconde e non ci nasconde le perplessità, i dubbi e ancor più l’urgenza che è propria della Chiesa di evangelizzare la pietà popolare con le sue devozioni, i suoi simboli, i suoi riti, perché questa guardi sempre alla lieta notizia del regno di Dio.

Si tratta di quel processo di inculturazione del Vangelo che troppo spesso è stato valutato nei suoi aspetti riduttivi e/o di contaminazione se non di vero e proprio sincretismo paganeggiante. Giovanni Calcara, in questo saggio ha il merito di farci scoprire gli aspetti positivi del sacro come esperienza antropologica fondamentale dell’uomo religioso.L’uomo vuole sottrarre la propria vita all’incontrollabile e alla ricerca di senso di fronte al caos e all’assurdo, desidera essere garantito contro l’angoscia e la morte e percepisce l’esistenza di un Totalmente Altro (Ries).Questa esperienza è alla base del “fatto” religioso e si configura come dato di natura relazionale ( io – tu – noi ).

La pietà popolare non può essere, pertanto, ridotta a surrogato, ad evento secondario o addirittura a cascame del logos. L’uomo ha nella sua struttura questo desiderio di trascendere nella propria finitezza e di affrontare il problema della vita e della morte e del suo posto nel mondo. Esiste un sacro specificamente cristiano? E’ questa la domanda di fondo che come un filo rosso attraversa lo scritto. Questo sacro, questa dimensione religiosa ci riporta al mistero dell’incarnazione. E il sacro diventa un mediatore e un santificatore misericordioso: Gesù Cristo. Attraverso Gesù Cristo entriamo nella vita cristiana, vita dello spirito, di trasformazione e assimilazione in Lui.

Certo c’è il rischio sempre presente ed incombente di fare della pietà popolare un momento di semplice folclore, di evasione, di legittimazione di questo o quel personaggio, del potente di turno. Occorre allora intervenire con rispetto e decisione ma soprattutto curando la formazione umana e cristiana di quanti sono coinvolti a diverso titolo e con diverse mansioni. Occorre, come ricordava il presule Cardinale Pappalardo, declinare l’evangelizzazione. “Istruire, educare, formare, sostenere incoraggiare, assistere, promuovere, liberarsi da tutto ciò che schiaccia e diminuisce l’uomo togliendogli la dignità di cui Dio lo ha rivestito”.

La pietà popolare è, in sintesi, manifestazione concreta, tangibile e operante che scaturisce dalle più segrete profondità dell’animo umano e dall’esperienza religiosa.E’ specifica sensibilità, è cultura che va rispettata, valorizzata e vissuta dal di dentro. E’ segno di un presentimento e di uno struggimento del cuore. In questo contesto il ruolo delle confraternite è di assoluta rilevanza nella trasmissione della fede e dei valori ad essa connessi. La devozione alla Madonna assume, per l’autore, un significato non soltanto religioso ma anche sociale e civile che si intreccia nella vita e nella storia dei singoli e delle comunità come cammino spirituale verso la luce e come cammino sociale verso il bene comune.

Essa manifesta la speranza e la certezza nei valori trascendenti della vita al di là delle sue vicissitudini. L’aspirazione alla bellezza, la speranza come sostegno del vivere, la vittoria sul male e sulla sofferenza sono dimensioni che si intrecciano e si intersecano nella vita e nella vocazione di ognuno di noi e nel destino della nostra città. Mentre siamo sicuri che fra Giovanni Calcara proseguirà nel suo impegno ministeriale con altri illuminanti volumi auguriamo a quest’opera la più ampia diffusione.

Giovanni Scaletta