Solennità del Corpus Domini

In occasione della Festa del Corpus Domini, vogliamo condividere alcune riflessioni di don Tonino Bello che riguardano il tema dell’Eucarestia.

«Il frutto dell’eucarestia dovrebbe essere la condivisione dei beni. Celebrando una messa dovrei dividere per metà, celebrandone due in quattro e così via. I nostri comportamenti invece sono l’inversione di questa logica. Le nostre messe dovrebbero metterci in crisi ogni volta. Dovrebbero smascherare le nostre ipocrisie e le ipocrisie del mondo. Dovrebbero far posto all’audacia evangelica (…)
Se dall’eucarestia non parte una forza prorompente che cambia il mondo, che dà la voglia dell’inedito, allora sono eucarestie che non dicono niente. Se dall’eucarestia non si scatena una forza prorompente che cambia il mondo, capace di dare a noi credenti, a noi presbiteri che celebriamo, l’audacia dello Spirito Santo, la voglia di scoprire l’inedito che c’è ancora nella nostra realtà umana, è inutile celebrare l’eucarestia. Questo è l’inedito nostro: la piazza. Là ci dovrebbe sbattere il Signore, con una audacia nuova, con un coraggio nuovo. Ci dovrebbe portare là dove la gente soffre oggi. (…)
Vivere l’eucarestia è lasciarsi andare, lasciarsi afferrare dall’onda di Gesù Cristo. Io vorrei esortarvi cari fratelli, a un modo di vivere più abbandonato, più libero. Sentitevi uomini liberi, uomini che non sono lì incastrati nel sistema. (…)
L’eucarestia è uno scandalo da vivere fino in fondo
».*

* Fonte: Antonio Bello, Affliggere i consolati. Lo scandalo dell’Eucarestia, la Meridiana, Molfetta 1997.

 

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