Ci riconosceranno da come ci amiamo e da come siamo capaci di amare – di P. Ennio Staid

La Bibbia è una lettera che Dio scrive OGNI GIORNO a ciascuno di noi. È una lettera di un Padre che ama i suoi figli, non dà ordini, indica un cammino, non obbliga. Se qualche figlio prende altre strade, non lo cancella dal suo cuore, non gli toglie l’eredità anche se sa che la userà male. Se poi il figlio si perde nella giungla della vita, lo va a cercare e quando lo trova fa festa. Il vangelo (la buona notizia) non è una dottrina ma una relazione, una corrispondenza e solo se si è innamorati si riesce a leggere con gioia le lettere dell’amato. È una Persona da ascoltare sempre nuova, una presenza costante. La fede cristiana non è una religione di riti, di regole, è semplicemente una risposta d’amore ad un Padre che per dimostrarci il suo immenso amore sale sulla Croce. Non ci trasforma in Dei, non ci toglie la fatica del camino, è Lui che si abbassa e cammina al nostro fianco. “Io sarò con voi fino alla fine del mondo”, condividendo le nostre fatiche. “Meglio è dunque essere due insieme che uno solo … Se uno cade, l’altro lo sostiene; guai a chi è solo, perché quando cade non ha chi lo rialzi”. (Qoelet) Non è sufficiente sentirci dire: “ti voglio bene” abbiamo bisogno di costatare che chi lo dice vuole davvero il nostro bene. Abbiamo bisogno che le parole si …incarnino, diventino carezze, gioia di stare insieme, sentirci amati, accolti. L’unica dottrina (comandamento) che ci ha dato è l’Amore: amare Dio e il prossimo. Questo Amore è la … divisa che ci fa riconoscere come suoi figli. Se abbiamo lo stesso Padre siamo tutti fratelli. Non esistono figli e figliastri ma tutti figli. Chi ama, non spara giudizi, non condanna, non si sente più buono né migliore di nessuno e se gli manca l’amore dei fratelli si sente perso, più povero, più solo.

Ho tentato in tutti questi anni di non fare discorsi sulla dottrina e spesso ripetuto che la fede semplice di mia nonna valeva come la somma teologica di san Tommaso D’Aquino. Rifletto sulla moltitudine immensa che ha popolato e popola il nostro pianeta e non ha conosciuto e non conosce nessuna dottrina ma, come mia nonna, ha tradotto in pratica di vita ciò che il Signore Gesù ha predicato. Milioni di fratelli non hanno mai neppure sentito nominare Gesù ma ne hanno vissuto e ne vivono gli insegnamenti. Ho conosciuto induisti, buddisti, musulmani e atei vivere in pieno ciò che Gesù ha predicato e cristiani che si vantavano di essere tali senza MAI mettere in pratica l’AMORE che Gesù aveva predicato. Ve ne ricordo uno, Gandhi. Trascrivo ciò che lui scriveva: “Vi dirò in che modo la storia di Cristo, come narrata nel Nuovo Testamento, abbia colpito un estraneo come me. La mia conoscenza della Bibbia iniziò quasi quarantacinque anni fa, attraverso il Nuovo Testamento. A quel tempo non ero riuscito a sviluppare un eccessivo interesse per il Vecchio Testamento, che avevo certamente letto, ma solo per adempiere una promessa da me fatta a un amico incontrato per caso in un hotel. Ma quando arrivai al Nuovo Testamento e al Sermone della Montagna, cominciai a cogliere l’insegnamento cristiano: l’insegnamento del Sermone della Montagna echeggiava in me qualcosa da me appreso nell’infanzia, qualcosa che sembrava appartenere al mio essere e che mi pareva di veder attuare nella vita d’ogni giorno, attorno a me (…).

Era l’insegnamento della non-ritorsione, o della non-resistenza al male. Di tutto quanto lessi, quello che mi colpì indelebilmente fu il fatto che Gesù fosse arrivato quasi a dettare una nuova legge, benché, naturalmente, avesse negato che fosse questo lo scopo della sua venuta, anziché il mero consolidamento della vecchia legge mosaica. Beh, Egli l’aveva cambiata al punto da farne una legge nuova: non occhio per occhio, dente per dente, ma il prepararsi a ricevere due colpi quando se ne è ricevuto uno e a fare due miglia quando ne è stato richiesto uno (…). Vidi che il Sermone della Montagna sintetizzava l’intero cristianesimo per chi intendesse vivere una vita cristiana. Fu quel sermone a farmi amare Gesù (…) Benché si canti “Ogni gloria a Dio nell’Alto dei Cieli e pace in terra”, infatti, oggi come oggi, non sembra esserci né gloria a Dio né pace sulla terra. Finché rimarrà una sola bocca affamata, finché Cristo non sarà ancora davvero nato, dobbiamo continuarlo ad aspettarlo. Quando si sarà stabilita la vera pace, non avremo bisogno di dimostrazioni, ma se sentiremo l’eco della nostra vita (…) Allora possiamo dire che Cristo sarà dav- 6 vero nato.” (Gandhi, Buddismo, Cristianesimo, Islamismo, Newton Compton, Roma 1993, pp. 52-54) Un poeta ateo come Trilussa scriveva dei falsi cristiani a proposito del Natale: Ve ringrazio de core, brava gente, pé ‘sti presepi che me preparate, ma che li fate a fa? Si poi v’odiate, si de st’amore non capite gnente… Pé st’amore so nato e ce so morto, da secoli lo spargo dalla croce, ma la parola mia pare ‘na voce sperduta ner deserto, senza ascolto. La gente fa er presepe e nun me sente; cerca sempre de fallo più sfarzoso, però cià er core freddo e indifferente e nun capisce che senza l’amore è cianfrusaja che nun cià valore.

Auguro a tutti noi di essere fedeli a ciò che professiamo con la bocca e non sia rivolto a noi il giudizio severo di Gesù: “In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. È venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.” Buon cammino per questo nuovo anno.

P Ennio Staid O.P.

Tratto da Lettera agli Amici della Fraternità Agognate – Anno 19° n. 93 Febbraio 2018

 

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