“Domenico, uomo tutto di Dio”: un nuovo inno per celebrare il Santo

Su segnalazione di fr. Giovanni Calcara pubblichiamo l’articolo apparso sul sito web famigliacristiana.it di Iacopo Scaramuzzi sul nuovo inno composto per celebrare San Domenico, e direttamente raggiungibile cliccando sul questo link.


Dal 6 gennaio 2021 al 6 gennaio 2022 i domenicani commemorano l’ottavo centenario della morte del loro fondatore, rappresentato non su un piedistallo, ma come una persona che gode a tavola della comunione con i suoi fratelli.

«Domenico, uomo tutto di Dio»: è questo il titolo di un nuovo inno che è stato composto in vista dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Domenico (6 agosto 1221). «Abbiamo ritenuto importante rifarci alle fonti che parlano della vita di Domenico, perché testimoniano, in maniera diretta e immediata, quello che il suo cuore di padre e di fratello ha saputo insegnare e condividere», spiega padre Giovanni Calcara, che ha composto il testo insieme a Claudio Misuraca, autore anche della musica. «Il nostro intento è anche quello di rispondere all’invito di Papa Francesco che, nell’Esortazione “Gaudete et exsultate”, ci invita a guardare alla santità non come meta, ma come itinerario di risposta alla nostra chiamata a vivere la nostra identità nelle scelte quotidiane. In Domenico abbiamo cercato di vedere “la santità della porta accanto”, di chi fa parte integrante della nostra esperienza».

Domenico di Guzmán, fondatore dell’Ordine dei Frati Predicatori, nato l’otto agosto del 1170 a Caleruega, un villaggio montano della Vecchia Castiglia (Spagna), è morto a Bologna il 6 agosto del 1221. E’ stato proclamato santo nel 1234. L’8 agosto, data che cade due giorni dopo la sua morte, si celebra la sua ricorrenza liturgica. Solo a Bologna, città in cui morì e in cui fondò le comunità più grandi, si festeggia il 6 agosto. Per celebrare il «dies natalis» di San Domenico l’ordine ha indetto un anno di celebrazioni dal 6 gennaio 2021 fino al 6 gennaio 2022.

Il tema della celebrazione del giubileo è «A tavola con San Domenico», che si ispira alla tavola della Mascarella, la tavola su cui è stato dipinto il primo ritratto di San Domenico poco dopo la sua canonizzazione. San Domenico viene celebrato non come un santo su un piedistallo, ma un santo che gode a tavola della comunione con i suoi fratelli, riuniti dalla stessa vocazione a predicare la Parola di Dio e condividere il cibo e le bevande dono di Dio.

Questo è il testo del nuovo inno:

«Padre dei predicatori, Domenico tutto di Dio, testimone di vera Carità, esempio vivo di grande santità.

«Il sogno che annunciava la tua nascita, premoniva la tua fedeltà al Vangelo, come fuoco che arde nella notte, che è custodito da ottocento anni».

«La stella che brillò sulla tua fronte è la santità che segna la tua vita, è quell’astro che guida il tuo Ordine, è come àncora in mare tempestoso».

«La Carità in te opera, e trasforma pelli morte in pelle viva, porta frutto ai confini del mondo e ti arricchisce della stola regale».

«Il grano ammassato marcisce, seminato, invece, porta molto frutto: inviasti i tuoi fratelli nel mondo per seminare il Verbo eterno del Padre».

«Tu, seme germogliante di vita che Dio dona al creato, mendicando porti il Figlio unigenito e doni gioia eternità e vita».

«Tu sei radice feconda, dalla quale germoglia il santo ordine, un giardino odoroso e tutto largo, il cui frutto è la croce di Cristo».

«Sei tu che parlavi con Dio e l’Altissimo ha cura di te, ma parlavi anche cdi Dio e dal tuo volto s’irradia la luce».

«Ravviva ogni virtù il Rosario e mantiene la Carità nell’uomo. Predicando insegnasti la preghiera, che è rivolta alla “Madre di grazia”».

«Vedesti nel tuo sogno Maria, “aiuto dei cristiani”, che accoglieva tutti i tuoi figli sotto il suo manto di misericordia e amore».

«Sia lode al Dio, trino ed unico, al Padre, al Figlio e al Santo Spirito: innalzasti la tua umile prece che esaudisce la preghiera dei credenti».